Brasile-Germania 1-7: umiliazione mondiale

Era stata annunciata come la partita delle partite, nel Mondiale dei Mondiali. È stato così, ma per soli 29′. Anzi, per tredici, perché dopo il primo gol il terreno del Mineirao si è aperto sotto i piedi dei giocatori del Brasile, inghiottendoli in un vortice eterno. La prima semifinale del Mondiale 2014 termina nel modo più storico, e per certi versi grottesco, dopo la quale nulla sarà più come prima: per gli sconfitti, usciti distrutti nel morale più che dal punto di vista tecnico da un’occasione unica per un calciatore, quella di giocare un Mondiale in casa, e forse anche per i vincitori, se gli uomini di Löw non riusciranno a metabolizzare la sbornia in poche ore, in vista della finale di domenica. E se non riusciranno a definire bene il confine tra i propri indubitabili meriti e le pecche di un avversario del quale si conoscevano i limiti tecnici, ma che nella notte di Belo Horizonte è franato soprattutto sul piano temperamentale.

 

A causa dell’assenza di Thiago Silva, capitano sì piangente e poco parlante, ma infinitamente superiore a David Luiz, che la fascia l’ha indossata nella serata della peggior partita della carriera. Più che a causa dell’assenza di Neymar, che poco avrebbe potuto fare per impedire la deriva. Ma soprattutto a causa della totale impreparazione a fronteggiare un avversario cinico come nella migliore tradizione tedesca, ma anche spettacolare, come nella più fulgida delle tradizioni recenti. Sette a uno, la peggior sconfitta di sempre della storia della nazione con più mondiali in bacheca. Basta il risultato per spiegare il fracazo senza precedenti, che però non ha colto di sorpresa il pubblico brasiliano. Al netto di qualche bambino in lacrime, ignari della portata storica della serata, infatti, e di qualche ingeneroso fischio al capro espiatorio Fred, non si sono viste le scene di disperazione del 1950 e del 1982. Ma al contrario una sana lucidità di essere inferiori, di aver organizzato il Mondiale nel peggior periodo storico possibile. E sinceri applausi ai vincitori. Il Brasile ha vinto tanto, ma per una volta ha mostrato anche di saper perdere.

 

L’analisi della partita è quasi superflua, ma dovuta a coloro che leggeranno queste pagine tra qualche decennio. Prima che sul piano nervoso, il Brasile ha perso la partita sul piano tecnico. E strategico. Fatale infatti la disastrosa scelta di Scolari di affrontare la Germania a viso aperto. Niente tre mediani, come annunciato alla vigilia, scelta troppo minimalista rispetto alla tradizione, ma 4-2-4 tanto aggressivo quanto incosciente, con Bernard teorico sostituto di Neymar. Bastano pochi minuti per capire che il Brasile è totalmente impreparato a fronteggiare il possesso palla dei tedeschi, la superiorità numerica a centrocampo, e le sgommate in ripartenza, che colgono impreparata una difesa malmessa, e mal protetta. Eppure il gol che dà il là al massacro arriva su palla inattiva, al 12′, con Müller, che incassa il gol numero 10 al Mondiale di piatto, su corner di Kroos, dopo essere sfuggito alla marcatura di David Luiz.

 

Il Brasile non ha neppure il tempo per reagire, perché i tedeschi avvertono subito lo smarrimento psicologico, e calano quattro reti in 15′: comincia Klose, che supera Ronaldo a quota 16 gol come miglior marcatore nel Mondiale, superando Julio Cesar al secondo tentativo dopo un’azione spettacolare Kroos-Müller, che lascia spazio al tiro del bomber. Poi arriva il doppio Kroos: che scarica a rete al volo un assist di Müller (23′) e 60″ finalizza un recupero di palla dello stesso Müller, con un morbido tocco a porta vuota. Non pago, Kroos regala l’assist a Khedira, al 29′, per la manita che però non placa la fame di gol della Germania, implacabile di fronte agli occhi smarriti dei brasiliani. In avvio di ripresa Scolari cambia a buoi già usciti dalla stalla: Paulinho e Ramires servono solo per provare a contenere, ma fallisce anche questa missione. Oscar e lo stesso Paulinho cercano il gol della bandiera, Neuer dice no, e allora la linea va al collega Julio Cesar, che salva su Müller , ma si arrende a due guizzi di Schürrle, appena entrato. Un potente diagonale mancino e un tocco su assist sublime di Müller non chiudono però il tabellino. A farlo è Oscar, ma il gol della bandiera è segnato dal giocatore dal nome più beffardo. Perché a Belo Horizonte quello che passerà alla storia come il peggior Brasile di sempre è stato attore non protagonista.

 

Brasile-Germania 1-7: pagelle e tabellino

Qui di seguito il tabellino della partita Brasile-Germania:
Marcatori: 12′ Müller; 23′ Klose; 25′, 26′ Kroos; 29′ Khedira; 69′, 79′ Schürrle; 90′ Oscar
Brasile: Julio Cesar 6.5; Maicon 5, Dante 4, David Luiz 4, Marcelo 5; Luiz Gustavo 5, Fernandinho 4.5 (46′ Paulinho 5.5); Bernard 4, Oscar 4, Hulk 5 (46′ Ramires 5.5); Fred 4 (69′ Willian sv). C.t.: F. Scolari 3.
Germania: Neuer 6.5; Lahm 7, Hummels 6 (46′ Mertesacker 6), J. Boateng 6, Höwedes 7; Khedira 7.5 (76′ Draxler sv), Schweinsteiger 7.5; Özil 6, Kroos 8.5, Müller 9; Klose 8 (58′ Schürrle 7). C.t.: J. Löw 7.5.
Arbitro: Rodriguez Moreno (Messico) 7
Ammonito: Dante

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