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F1 Bahrain Rosberg domina seconde libere, ma domani si fa sul serio

F1, seconda sessione di prove libere nel Bahrain: Rosberg davanti a tutti. Nemmeno il tempo di esultare per il secondo posto di Alonso (dietro a Sutil) per il popolo ferrarista ed è già doccia fredda. Settima e nona le vetture del cavallino, posizioni giustificate dal fatto che non ci si è concentrati sulla prestazione.
Nico Rosberg il giovane pilota della Mercedes GP lascia dietro tutti i suoi rivali, campioni del mondo compresi: Lewis Hamilton, Michael Schumacher e Jenson Button, staccati dalla vetta, ma molto vicini tra loro.
Dal quinto posto in poi distacchi considerevoli, per questo è logico pensare che le scuderie hanno messo in atto diverse strategie durante le prove. La Mercedes sembra sia scesa in pista con molto carburante nella prima sessione, mentre nella seconda probabilmente ha cercato la prestazione a serbatoi scarichi. Probabilmente proprio il contrario di quanto è accaduto in Ferrari, che nella seconda ora ha simulato le condizioni di gara, girando con serbatoi pieni. Per questo i risultati sono invertiti e Massa ed Alonso sono lontani dalla vetta: Felipe è settimo a più di un secondo da Rosberg, mentre Fernando è nono a sei decimi.
Sembrano in fase di pretattica le Red Bull che probabilmente non hanno messo in pista tutto il potenziale disponibile. Vettel è 5° con un secondo di ritardo da Rosberg mentre Webber, che nella prima sessione era davanti al compagno di squadra, è addirittura 17°. In fondo alla classifica come prevedibile le nuove scuderie, che pur avendo ridotto il distacco alla prima sessione, rimangono lontanissime dalla vetta.
Non hanno girato Chandok, con la seconda delle Hispania Racing e Buemi, con la Toro Rosso. Solo domani durante le qualifiche ufficiali si farà veramente sul serio, e si potranno avere le prime indicazioni su chi abbia fatto un lavoro meglio durante l’inverno per presentarsi con le vetture già competitive ed affidabili.
Questi i primi dieci delle seconde prove libere – F1 Bahrain 2010:
1-Rosberg Mercedes gp 1:55.409 23
2-Hamilton MCLaren Mercedes 1:55.854
3-Schumacher Mercedes GP 1:55.903
4-Button MCLaren Mercedes 1:56.076
5-Vettel Red Bull 1:56.459
6-Hulkenberg Williams 1:56.501
7-Massa Ferrari 1:56.555
8-Petrov Renault 1:56.750
9-Alonso Ferrari 1:57.140
10-De la Rosa BMW Sauber 1:57.255Calendario Formula Uno 2010:
- 14/03/2010 GP del Bahrain
- 28/03/2010 GP di Australia
- 04/04/2010 GP della Malesia
- 18/04/2010 GP della Cina
- 09/05/2010 GP di Spagna
- 16/05/2010 GP di Montecarlo
- 30/05/2010 GP della Turchia
- 13/06/2010 GP del Canada
- 27/06/2010 GP d’Europa (Valencia)
- 11/07/2010 GP di Gran Bretagna
- 25/07/2010 GP della Germania
- 01/08/2010 GP d’Ungheria
- 29/08/2010 GP del Belgio
- 12/09/2010 GP d’Italia
- 26/09/2010 GP di Singapore
- 10/10/2010 GP del Giappone
- 24/10/2010 GP di Corea
- 07/11/2010 GP del Brasile
- 14/11/2010 GP di Abu Dhabi
Automobili, il 2010 sarà l’anno delle auto elettriche
Automobili, il 2010 sarà l'anno delle auto elettriche
E’ grande il fermento in un settore che rappresenta probabilmente la migliore soluzione ai problemi di mobilità nei centri urbani. Il 2010 sarà quindi un anno di grandi manovre in merito alle vetture elettriche, in vista dello sbarco sul mercato di grandi costruttori.
La soluzione alla mobilità con auto elettriche
Renault e Nissan hanno già annunciato il loro ingresso sul mercato con auto elettriche per il prossimo anno. Il primo obiettivo, ed anche il più logico e più facile dal punto di vista tecnico (velocità delle vetture ed autonomia) è quello di risolvere il grosso problema della mobilità nei grandi centri urbani, dove la percorrenza media è più che coperta dall’autonomia di batterie sempre più sofisticate, che però mantengono il grosso limite dei costi elevati.
Auto elettriche, pulite e convenienti
I prezzi sono comunque in discesa e gli esperti assicurano che l’incidenza della batteria (in media 6.000 euro), è ampiamente e velocemente ammortizzato dalla convenienza del rifornimento elettrico rispetto ai carburanti tradizionali (2€ ogni 100 km, contro i 10€ di benzina e gasolio), dai risparmi fino al 20% sulla manutenzione e dagli incentivi ancora validi in molte regioni italiane.
Smart elettriche a noleggio
Molte case stanno perfezionando i test di adattabilità sul mercato offrendo in noleggio le loro vetture come fa Mercedes Benz con le 100 Smart elettriche che dall’estate cominceranno a circolare in tre città italiane, grazie ad una partnership sulle stazioni di rifornimento siglata con Enel. La mobilità elettrica sta diventando realtà, la richiesta di Smart elettriche è stata di 2200 a fronte di 100 vetture disponibili.
L’allenaza Renault-Nissan
Il presidente di Renault Italia, Jacques Bouquet non ha dubbi sul fatto che l’elettrico interesserà una vasta platea. La collaborazione Renault-Nissan proporrà dall’anno prossimo cinque modelli elettrici, Laf, Fluence, Kangoo (furgone), Twizy (microcar) e Zoe (utilitaria). Se tutto procederà come deve, prevede Bouquet, una larga maggioranza nelle grandi città fra pochi anni guiderà elettrico.
Ford, Opel e Bmw
Ford Italia afferma di lavorare sull’elettrico per realizzare una tecnologia disponibile su larga scala ed economicamente alla portata di molti, senza tralasciare le motorizzazioni tradizionali e l’idrogeno. La proposta elettrica di Gm/Opel è quella di un motore termico che ricarica la batteria quando si affievolisce. L’Opel Ampera, che sarà prodotta in Europa a fine 2011 e consentirà almeno 350 km di percorrenza. Bmw Italia sottolinea come da parte sua sia necessario esplorare tutte le possibilità, nell’ottica del miglioramento dell’efficienza energetica e quindi delle emissioni, e dichiara come stia portando avanti i test sulla Mini elettrica in noleggio ad aziende in previsione del lancio, nel 2013 della vettura metropolitana Mega City Vehicle.
Formula 1 riparte il campionato
I bolidi della F1 ritornano in pista da domenica prossima in Bahrain per quella che potrebbe essere una delle stagioni più interessanti degli ultimi anni, dal rientro di Schumacher e della Lotus alle coppie Hamilton-Button e Massa-Alonso, dalle modifiche del regolamento ai nuovi team (12 quest’anno) debuttanti nel circus, non mancano le premesse per attendersi un bel mondiale.
La nuova stagione
Dopo anni di assoluta monotonia sembra davvero che la F1 da quest’anno voglia risvegliare i suoi appassionati e attirare l’attenzione anche di quelli che si erano un po’ allontanati dalla carovana della massima espressione automobilistica per la mancanza di emozioni, di duelli e di battaglie in pista, non solo ai box tra le squadre di meccanici per ottenere il pit-stop più veloce.
I rientri
Il ritorno di Schumacher è forse il motivo di maggior interesse da parte di tutti, il 7 volte campione del mondo ad oltre 41 anni torna in pista alla guida della Mercedes by Ross Brown per tornare a vivere quelle emozioni che solo la velocità sa dargli, milioni di appassionati e semplici curiosi sono ansiosi di vedere se lui le emozioni saprà ancora darle anche agli spettatori.
Dopo anni torna in pista anche la Lotus, marchio entrato nella leggenda delle corse per i grandi successi ottenuti, ma anche per aver legato il suo nome a quello di una leggenda dell’automobilismo, Jim Clark.
Le novità
Tra le novità due coppie che potrebbero fare scintille, soprattutto una delle due, ovviamente in rosso. Parliamo di Hamilton-Button e Massa-Alonso, coppie all’interno delle quali nessuno vorrà fare la seconda guida, e questo, a seconda della piega che prenderà la stagione per le rispettive scuderie sarà sicuramente uno dei punti di interesse del campionato che va ad iniziare.
Senna, un altro nome famoso che ritorna nel grande circo. Si trattasi di Bruno, nipote del mito Ayrton, che dopo 16 anni riporterà in pista la leggenda brasiliana della velocità. Lo stesso Ayrton già molti anni fa aveva speso parole importanti per l’allora piccolo Bruno. “Se pensate che io sia bravo, aspettate di vedere mio nipote”, aveva detto il tre volte campione del mondo. Sarà interessante verificare se possiede le qualità per raccogliere l’eredità dello zio.
Ecco team e piloti protagonisti del mondiale:
McLaren: 1. Jenson Button (GBR) 2. Lewis Hamilton (GBR)
Mercedes: 3. Michael Schumacher (GER) 4. Nico Rosberg (GER)
Red Bull: 5. Sebastian Vettel (GER) 6. Mark Webber (AUS)
Ferrari: 7. Felipe Massa (BRA) 8. Fernando Alonso (ESP)
Williams: 9. Rubens Barrichello (BRA) 10. Nico Hülkenberg (GER)
Renault: 11. Robert Kubica (POL) 12. Vitaly Petrov (RUS)
Force India: 14. Adrian Sutil (GER) 15. Vitantonio Liuzzi (ITA)
Toro Rosso: 16. Sébastien Buemi (SVI) 17. Jaime Alguersuari (ESP)
Lotus: 18. Jarno Trulli (ITA) 19. Heikki Kovalainen (FIN)
Hispania: 20. Karun Chandhok (IND) 21. Bruno Senna (BRA)
BMW Sauber:22. Pedro de la Rosa (ESP) 23. Kamui Kobayashi (JAP)
Virgin: 24. Timo Glock (GER) 25. Lucas di Grassi (BRA).Lo sci alpino
Lo sci di discesa presenta molti aspetti positivi. E’ attività fisica relativamente facile, si può sciare bene o male ma tutti sono in grado di acquisire una tecnica sufficiente a destreggiarsi, soprattutto oggi, con le piste che vengono battute meccanicamente cancellandone le asperità.
Lo sci di discesa
non è molto dispendioso dal punto di vista energetico, sfrutta infatti l’accelerazione di gravità. La spesa energetica serve a frenare la progressione e a modificare il percorso ed è maggiore quanto maggiore è l’effetto freno, e questo è esattamente il caso di un principiante che si oppone con tutte le sue forze all’aumento di velocità.E’ una disciplina fondamentalmente tecnica ad elevato contenuto anaerobico: si caratterizza con contrazioni elevate dei gruppi muscolari e produzione di acido lattico, che consuma rapidamente glicogeno muscolare, pertanto, malgrado il costo energetico globale dell’attività sia relativamente basso (se paragonato ad es. allo sci di fondo), non è raro che negli sciatori si manifesti ipoglicemia, maggiormente evidente ad alta quota. Per questo è utile e consigliato avere a disposizione degli snack.
Le doti necessarie a dominare la tecnica includono una buona forza muscolare delle gambe, ma anche grande coordinazione neuromuscolare. La coordinazione si acquisisce con grande facilità in età infantile, perciò come per molti altri sport, per diventare buoni sciatori sarebbe bene iniziare a calzare gli sci molto presto.
L’allenamento
L’allenamento per lo sci di discesa include una fase a secco molto importante. Occorre migliorare la forza, la flessibilità e la mobilità articolare, questo previene incidenti di percorso. Due mesi di allenamento sarebbero ideali per presentarsi sulle piste in buona forma. L’aumento della forza delle gambe si ottiene mediante esercizi con macchine ergonomiche o sollevamento pesi, ma è necessario prestare attenzione ad evitare sovraccarichi che si tramuterebbero in infiammazioni tendinee. Il punto delicato è naturalmente il ginocchio.
Ripassare la tecnica
All’inizio della stagione bisognerebbe sempre ripassare lo stile e sforzarsi di eseguire correttamente i movimenti, ma questa “regola” andrebbe mantenuta ad ogni inizio discesa, per i primi 10-20 minuti. La fatica muscolare è il primo nemico degli sciatori, e rappresenta la prima causa di incidenti.
Lo sci alpinismo
Rappresenta un interessante sviluppo dello sci di discesa. In questo caso il dispendio energetico aumenta considerevolmente dal fatto che bisogna coprire il dislivello in salita. Poi viene la discesa, spesso su neve vergine, variabile e difficile da interpretare. Sopra i 300 metri in primavera spesso si ha la cosiddetta “neve trasformata”, che gela di notte creando un manto duro e resistente alla pressione dello sci, che quindi non affonda.
Il dramma dell’anoressia
Il dramma dell anoressia
Come definizione l’anoressia è la mancanza o riduzione volontaria dell’appetito. Si tratta di un sintomo che accompagna numerose e distinte malattie, ed è dovuto a diverse cause. Se persiste può portare addirittura alla morte.
L’anoressia può comparire in correlazione a diverse malattie, fra cui: tumori, malattia di Crohn, demenza, colite ulcerosa, AIDS, depressione e tante altre. Ai primi sintomi di anoressia, che spesso possono passare inosservati anche ad occhi esperti, è bene chiedere aiuto medico.
L’anoressia diventa una vera e propria malattia quando essa è disturbo psichico primitivo. In questo caso si parla di anoressia nervosa. Esiste anche la pseudonorresia , ovvero mangiare di nascosto, e in pubblico asserire di non avere mai fame.
L’anoressia nervosa è, secondo la classificazione internazionale delle malattie (ICD), uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare, insieme alla bulimia. Ciò che contraddistingue l’anoressia nervosa è il rifiuto del cibo da parte della persona e la paura ossessiva di ingrassare. Può portare a malnutrizione, inedia, amenorrea ed emaciazione.
I trattamenti possibili sono ancora in fase di studio, le cure farmacologiche attuali possono dare solo un modesto beneficio a chi ne soffre.L’anoressia nervosa è una malattia e non deve essere confusa con il sintomo chiamato anoressia la cui presenza invece è indice di un differente stato patologico dell’individuo.
L’anoressia e i disturbi alimentari in generale sono un’emergenza sanitaria nei paesi occidentali industrializzati e, secondo molti, in continuo aumento, ma su questo i dati sono discordanti.
Colpisce soprattutto gli adolescenti, anche se ultimamente si stanno sempre più registrando casi negli adulti e anche tra gli anziani. Altra caratteristica tipica dell’anoressia è di essere un disturbo prettamente femminile: circa il 90% dei casi, infatti, si sviluppa nel sesso femminile, ma è stato stimato che sul totale degli ammalati risultano essere presenti dal 5% al 10% di casi riguardanti ragazzi adolescenti e maschi adulti.
La percentuale di maschi anoressici sembra in aumento, ma ciò potrebbe derivare dal semplice fatto che oggi un maggior numero di uomini si rivolgono ad un medico per curare tale disturbo.
Nel sesso maschile è maggiormente espresso un altro problema collegato all’immagine del corpo, per cui l’ideale non è quello di apparire magri ma il più muscolosi possibile, si parla quindi di dismorfia muscolare.Anche se gli studi in passato sono stati pochi, è stato riscontrato negli uomini anoressici una diminuzione del desiderio sessuale.I criteri standard per una corretta diagnosi di anoressia nervosa sono:
- magrezza estrema, non costituzionale ma volontaria, (anoressico è un soggetto con peso sotto l’85% di quello previsto in base all’età ed alla altezza;
- forte paura di ingrassare anche in presenza di evidente sottopeso
- preoccupazione estrema per l’aspetto fisico e il rifiuto di ammettere la gravità delle proprie condizioni fisiologiche; non essere soddisfatti del proprio corpo (costituisce il fattore di rischio più elevato)
- nei pazienti di sesso femminile, amenorrea (sospensione del ciclo mestruale) da almeno tre cicli consecutivi
Cybercondria, autodiagnosi on-lineCybercondria, autodiagnosi on-line
Quindici milioni di italiani invece di rivolgersi al medico cercano informazioni riguardo ai propri disturbi navigando su internet. E’ quanto emerge dagli studi del Censis, presentati da Carla Collicelli al festival della salute di Viareggio. Dallo stesso studio emerge che molti italiani si rivolgono ad un dottore anche quando accusano un malessere non grave (+ 0,5% rispetto al 1999).
Quante volte vi è capitato avvertendo un dolore, magari un semplice ma persistente mal di testa o una contrazione frequente dei muscoli del corpo, di pensare “che cosa potrebbe essere?”. Piccoli, apparentemente innocui fastidi per i quali non vale la pena di recarsi dal medico o scocciarlo con una telefonata. Molto meglio (si crede) e molto più rapido, andare su Google o un altro motore di ricerca e digitare “contrazione muscolare” per farsi da soli un’idea di cosa abbiamo.
E’ facile, rapido, immediato ma purtroppo anche fuorviante. Nella maggior parte dei casi infatti, si rischia di uscire dalla navigazione on line realmente terrorizzati e con l’idea di avere una brutta malattia. E’ proprio quello che può capitare se digitiamo appunto “contrazione muscolare”. Può uscir fuori di tutto: dalla malattia di Creutzeldt-Jakob, una malattia incurabile che colpisce il cervello, alla sclerosi amiotrofica laterale. Insomma, potremmo davvero spaventarci.
Allora, magari, ci convinciamo che è meglio andare dal medico, salvo poi restarne delusi perchè dopo averci visitati, ci spiega che non è nulla di grave e ci “liquida” con un antifiammatorio o una pomata e tutto finisce lì. Invece no, perchè noi a questo punto non ci fidiamo di questa banalizzazione e torniamo a navigare, magari in un forum per confessare – forse con un nickname – che siamo terrorizzati e abbiamo paura di avere chissà cosa.
La caratteristica principale degli ipocondriaci è proprio quella di correre a informarsi sulle possibili cause di un certo sintomo – spesso banale e spiegabile rivedendo la propria giornata o il proprio stile di vita – alla sua prima comparsa e di scegliere tra le tante, sempre l’opzione peggiore. Non solo, l’ipocondriaco è in generale affamato di notizie mediche e gli basta sentire un amico a cui è stata diagnosticata una patologia importante per riconoscersi nella descrizione e dire di averla.
Solo che se girando in internet ieri vi siete imbattuti nella cybercondria e ve la siete diagnosticata probabilmente stavolta avete ragione! Niente paura, saperlo è già un buon modo per soffrirne di meno e poi non è niente che non sia già più che noto ai medici!
L’ipocondria è una tendenza naturale dell’uomo a saltare sempre alle conclusioni peggiori da alcuni portata all’eccesso. È sempre esistita, ma sono cambiati i mezzi di informazione di cui gli ipocondriaci dispongono per cercare informazioni di carattere medico. Dalle conoscenze dei saggi tramandate per via orale ai libri, e infine le riviste.
La fortuna, o sfortuna, dipende dai punti di vista, degli ipocondriaci di oggi è che c’è internet, un oceano di informazioni da cui attingere tutto il sapere medico. Lo sa bene chi internet l’ha inventato e infatti le novità sulla cybercondria vengono da un’indagine realizzata da Microsoft Research. Secondo i ricercatori il 2 per cento delle ricerche effettuate su Internet riguarda la salute ed è stato proprio monitorando il comportamento di 515 utenti che hanno scoperto che la stragrande maggioranza delle persone tende a mettere in cima alla propria “classifica” di risultati di ricerca quelli che correlano i suoi sintomi alla patologia più grave, e in fondo quelli invece più ragionevoli, e quindi statisticamente più probabili.
L’aspetto più interessante della ricerca è che avendo dimostrato anche la persistenza di sintomi ansiosi post-ricerca su Internet capaci molto spesso di ripercuotersi negativamente sulla vita professionale e familiare dei soggetti interessati, i ricercatori hanno concluso che “il Web ora deve evolversi per fornire ai navigatori informazioni più precise, magari “adattando” i risultati delle ricerche in modo da non incoraggiare le loro tendenze ipocondriache“.La dieta dell’ananas
La dieta dell ananas
La dieta dell’ananas
è una dieta dimagrante a bassissimo apporto calorico.Viene consigliata soltanto per brevissimi periodi di tempo (1 – 3 giorni), soprattutto dopo grandi abbuffate, ideale insomma dopo le feste. All’estratto del gambo di ananas vengono attribuite proprietà sgonfianti, diuretiche e digestive.
Cosa contiene:
• Acqua (90%, come quasi tutti i frutti e le verdure)
• Zuccheri semplici (il contenuto calorico è comunque solo 40 calorie per etto)
• Minerali (calcio, fosforo, potassio, ferro), 230 mg per etto.
• Vitamine A e C.
• Bromelina (l’enzima che stimola la produzione di succhi gastrici per la digestione delle proteine della carne)
Oltre ad aiutare la digestione della carne, l’ananas ha una funzione diuretica e antinfiammatoria. Pare sia ottimale anche per curare la cellulite.
Suggerimento per l’acquisto: l’ananas fresco e buono si riconosce dalla buccia di color giallo arancione, assolutamente priva di macchie, la consistenza deve essere dura, e il ciuffo deve essere di un bel verde e non appassito. Inoltre accostando il naso alla superficie del frutto, si deve sentire leggermente il profumo caratteristico. Da evitare quelli di colore scuro, morbidi e con le foglie che si staccano perché sono troppo maturi.
Consiglio sulla conservazione: in frigorifero a testa in giù, così gli zuccheri al suo interno verranno redistribuiti in tutto il frutto. Una voglia tagliato, mangiarlo subito per mantenere intatte tutte le proprietà della vitamina C.
Dieta di tre giorni:
Primo giorno
- Colazione: 1 caffè d’orzo + 4 fette biscottate integrali con marmellata
- Spuntino: mezzo ananas fresco
- Pranzo: bresaola + un pezzo di formaggio caprino + insalata + 2 fette di ananas
- Spuntino: 2 kiwi
- Cena: filetto di merluzzo cotto al vapore + ricotta fresca + 2 fette di pane integral
Secondo giorno
- Colazione: 1 tazza di latte di soia + 4 fette biscottate integrali con miele
- Spuntino: mezzo ananas fresco
- Pranzo: sogliola con limone + 1 cetriolo fresco condito con un pizzico di sale e succo di limone + 2 fette di pane alla soia + 2 fette di ananas
- Spuntino: prosciutto crudo magro + mezzo ananas fresco
- Cena: 60 grammi di prosciutto crudo magro; mezzo ananas.
Terzo giorno
- Colazione: 1 caffè + fetta di pane integrale con marmellata
- Spuntino: mezzo ananas fresco
- Pranzo: mozzarella, pomoro e origano + un panino alla soia
- Spuntino: mezzo ananas fresco
- Cena: bistecca di vitello ai ferri + insalata mista


