scioglimento dei ghiacciai e innalzamento dei mari


Grido d’allarme del Wwf nel corso della conferenza sul clima dell’ Organizzazione meteorologica mondiale a Ginevra. Secondo il rapporto dell’associazione il 25% della popolazione mondiale è minacciato dalle inondazioni provocate dallo scioglimento dei ghiacciai nell’Artico.

Il rapporto del Wwf sul livello degli oceani

Nel rapporto “Arctic climate feedbacks: global implications”, realizzato dal Wwf, si dice che tra novant’anni, nel 2100, il livello degli oceani potrebbe essere aumentato di più di un metro (piu’ del doppio di quanto previsto dall’Ipcc nel suo quarto rapporto del 2007), e per gli insediamenti urbani vicino alle coste potrebbe essere un pericolo da non sottovalutare. La zona artica si sta riscaldando due volte più in fretta della Terra cosa che costituisce una minaccia per tutto il pianeta. In Europa e America del Nord gli inverni potrebbero essere molto più rigidi, mentre in Groenlandia diverrebbero più miti per le diverse condizioni di umidità dovute all’innalzamento del livello dei mari.

I pericoli derivanti dallo scioglimento dei ghiacciai

Secondo il Wwf è in atto un processo inarrestabile a catena: l’estensione dei ghiacciai diminuisce e la superficie degli oceani aumenta, la quantità di energia solare assorbita cresce e provoca un aumento delle temperature. Il riscaldamento climatico libera inoltre grandi quantità di gas a effetto serra provenienti dalle riserve di carbonio, fino ad ora stoccate nel ghiaccio, nella regione polare, un altro effetto che contribuisce a sua volta, ad accelerare il processo di scioglimento dei ghiacciai artici, e alla moltiplicazione dei fenomeni meteorologici estremi.

I rimedi, la riduzione delle emissioni di Co2

Per evitare la catastrofe bisogna che i paesi industrializzati riducano di almeno il 40% le loro emissioni di Co2 entro il 2020. Il Wwf ha chiesto ai leader mondiali di approvare rapide e significative riduzioni delle emissioni di gas serra al vertice che si terrà a dicembre a Copenhagen per le negoziazioni finali su un nuovo accordo globale sul clima. Sulla questione i capi di stato e di governo dovranno trovare un’intesa a dicembre a Copenaghen, per un accordo che sostituisca il Protocollo di Kyoto a partire dal 2013.

Martedì 1 settembre il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha visitato la comunità scientifica di Ny-Aalesund, nell’arcipelago norvegese di Svalbard, in pieno Circolo Polare Artico, per misurare l’impatto del cambiamento climatico.

A meno di 100 giorni dal vertice di Copenhagen sul clima, queste notizie fanno capire, se ce ne fosse ancora bisogno, che non si può più temporeggiare e rimanere indifferenti alle continue notizie riguardanti la nostra terra…dopo averla sfruttata in tutti i modi possibili è nostro dovere ridargli “vita”.

IPCC o Intergovernmental Panel on Climate Change è il foro scientifico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, la World Meteorological Organization (WMO) e l’United Nations Environment Programme (UNEP) allo scopo di studiare il riscaldamento globale.